lunedì 11 maggio 2009
La cura
a volte si può nascondere il contrario.
Magari non sempre.
Ma a volte,
qualcuno che si accorga di te
tanto da proteggerti dalle paure
dai turbamenti
e dalle ingiustizie
da tenerti stretto al cuore
e da prendersi cura di te
perchè sei speciale,
forse non sarebbe poi tanto male...
Perchè non ci si può difendere tutta la vita
e restare sempre indifferenti
ed andare avanti a tutto.
A volte si può avere voglia di lasciarsi andare
di stringersi in un pianto
guardarsi negli occhi
ed aprirsi il cuore
che altrimenti prima o poi scoppia.
Tappetevi le orecchie...
giovedì 9 aprile 2009
Si cambia
E' normale, è legittimo. Ci si mette in mostra, come in una vetrina, a dire: eccomi, o son qua, meglio di prima, più di prima!
Poi però qualcosa cambia. Si trova un equilibrio interno e tutto il resto non importa più. E le vetrine si impolverano.
Si continua la propria vita, si continua a cazzeggiare e a comunicare, ma si trovano canali diversi, e ci si scorda di tutto il resto. L'importante diventa vivere e non più mostrare o dimostrare al mondo di esserci e di essere anche pensanti.
Si diventa più interiori. Certe cose e certe emozioni si ha voglia di tenersele dentro o parlarne solo con chi si vuole. Si diventa selettivi. Che non è chiudersi, ma soltanto preservare determinate cose dalla massa. Che a volte serve il numero, ma spesso, molto più spesso, la qualità. Che la comunicazione globale è bella si, ma a volte può non vuol dir nulla, è vuota.
E si ritrova il senso del pudore, quello innocente che fa arrossire, nel confessare come fossero segreti i momenti di vita. Quelli più belli, quelli che sorprendono, quelli che fanno scendere le lacrime e quelli che chi lo sa...
Io sono sempre stata trasparente, chi mi conosce lo sa, non ho mai nascosto la mia vita privata perché niente deve far paura della propria vita e niente di bello deve essere nascosto, se è veramente bello.
Però niente più fatti personali sbaragliati al vento, che le cose, a volte, si ha anche voglia di tenerle un pò al riparo!
mercoledì 11 marzo 2009
Post matrioska
A qualcosa, o qualcuno, ad un'idea, ad un sogno, ad una speranza.
Sembra la cosa più difficile del mondo
ma se ne si è convinti
e si cambia punto di vista
diventa quasi automatico.
Io ho detto i miei addii
ed ho scoperto che poi le cose tornano
in altro modo
e con altri attori.
Semplicemente cambiano
perché si vive
e si va avanti.
Che anche quando stiamo fermi a guardare il mare
ci stiamo muovendo verso una direzione.
Qualcuno diceva che tutto scorre, che l'acqua del fiume non è sempre la stessa, ma cambia ogni istante.
Noi scorriamo veloci, scorrono le nostre vite
perdiamo treni e momenti
ma ogni rinuncia è fatta d'altro
viviamo altro.
Per ogni cosa che lasciamo c'è altro che troviamo
anche semplicemente ciò che ci circonda
anche semplicemente tempo in più
anche semplicemente noi stessi.
Che non è mai poco.
Un bacio
Sabrina
P.S. Post dedicato, chi lo leggerà saprà che sto parlando con lui... anche se in realtà dentro c'è tanto di più... mi è venuto così sto post, che posso farci? Ognuno è fatto delle proprie esperienze, ed io ho qualcosa da dire solo quando ho vissuto in prima persona cose analoghe. Che parlare tanto per dire la propria non è cosa mia!
domenica 18 gennaio 2009
Stamattina
Il telefono squilla: "passo alle 11.00!".
Alle 11.30 siamo al mare.
Il sole non è un granché, fa un pò freddino, e la spiaggia sembra triste...
...ma io sono felice.
Com'è che quando io arrivo al mare
metto i piedi sulla sabbia
mi avvicino all'acqua
son felice?
E penso che io sono nata qui
e in nessun altro posto al mondo riuscirei a stare
lontana dal mare.
E penso che in un angolo
da qualche parte...
un monovano con angolo cottura,
magari vista mare,
pieno di luce,
progettato su misura,
ad incastro,
ma capace di contenere lo spazio immenso dell'anima
ed arredato con tutti i suoi colori
...prima o poi lo cerco
che sono grande ormai...
giovedì 15 gennaio 2009
Auguri!
Già da qualche giorno, ma fa nulla.
Ho festeggiato quest'anno, e in grande.
Volevo vicine tutte le persone che mi sono state accanto nel mio anno più difficile.
Non tutte c'erano.
E' stata l'occasione per ringraziare per tutto quello di meraviglioso che mi è stato regalato ed ho conquistato nel mio trentesimo anno.
Che è vero che è importante.
Altro che.
E non potevo viverlo meglio di come ho fatto.
Ho pianto e tanto.
Ho riso e tanto.
Ho vinto delle paure,
affrontato il buio,
ho toccato il profondo.
Sono partita da sola, alla scoperta di qualcosa
ed ho scoperto più di quanto avrei mai immaginato.
Sono andata lontano, attraversando il mare,
per conoscere...
me.
Una me che cresce ogni giorno,
prende da chi le sta vicino
e capisce sempre di più di se, dagli altri.
E' bello scoprirsi donna a trent'anni.
E come dice Giuvà
non è vero che non lo sono mai stata
non si impara dall'oggi al domani
si riesce semmai a tirar fuori quello che si ha dentro.
Ed io lo sto facendo ad una velocità stratosferica.
Ho voglia di vivere e di scoprire.
Sono curiosa
e niente mi può fermare.
Arnold, come dice qualcuno che mi conosce appena
ma che a volte sembra che lo faccia da tutta la vita.
Grazie trentesimo anno, per tutto quello che sei stato.
Ti ho odiato senza nemmeno conoscerti
perché ti avevo immaginato arrivare magari insieme ad un pancione
accolto in un letto diviso con qualcuno
festeggiato nel soggiorno di una casa nuova
con una parete dipinta di rosso.
Ed invece sei venuto nel silenzio di un inverno freddo
freddo
e triste
da solo
senza feste
e amici
senza calore
e colori.
E' bello che le cose cambino, a volte,
dipende che direzione prendono.
La mia vita sembrava essere caduta in un punto di non ritorno:
dalla gioia di un matrimonio
alla paura della morte.
Ed invece non passa giorno in cui sono felice per come è andata,
che la stanza dorata nascondeva buchi profondi
e il pozzo scuro era solo una via d'uscita
magari un pò scomoda
un pò irta
umida
ma da lì sono arrivata al sole.
E che sole.
Buon Trentunesimo anno
(o trentaduesimo??? )
con la speranza che prenda dal precedente
almeno un pò...
(e già sembra di si... )
Ti voglio bene Sabrina
e tanto!

P.S. Trenta bis perché mi toccava festeggiare i trenta dell'anno scorso, ma l'anno prossimo tornano 32 ;-)
P.S.S. Ma sono solo io a trovare stupenda questa foto??? Una risata così... bè, speriamo in altre 100, 1000, 1000000, tutte così!
mercoledì 14 gennaio 2009
Rompiballe
Io son fatta così.
Ho bisogno di sbatterci la testa nelle cose,
e rompermela.
Non mi basta capirle,
voglio la conferma.
Mi serve che le persone mi dicano: "Sì, è così!"
Perchè?
Perchè non voglio lasciare nulla in sospeso, nulla di non chiarito, nulla in attesa.
Non mi piace interrompere i discorsi,
che poi non si sa mai da dove e come riprenderli.
Mi piace chiudere le cose.
Metterle nelle scatole e sigillarle per bene
se appartengono al passato.
Non c'è bisogno di tenerle in giro visto che non ti appartengono più,
visto che fanno ormai capo a mondi diversi, a tempi e luoghi lontani.
Possono rimanere nei tuoi ricordi
riaffiorare a volte con una lacrima
o con un sorriso
ma non fanno più parte della tua vita
per scelta tua o loro non importa
importa che ormai è passato.
Ed il passato si chiude dietro di se.
Non c'è nulla di più sbagliato che rimanerne ancorati in nome di qualcos'altro che non c'è più
o peggio
non c'è mai stato.
Che le cose cambiano,
o magari sono sempre state così fin dall'inizio
solo che non si riusciva a vederle prima come è facile fare ora.
Però mi dispiace.
Mi dispiace aver creduto alle parole,
mentre dovevano avere importanza i fatti.
Mi dispiace aver permesso tanto.
Ed ho imparato.
Ho imparato che non esistono persone che ti trattano male perché ti vogliono bene,
che le paure esistono e fanno male, ma si superano
che l'interesse muove il mondo e molto altro
che l'amore o l'amicizia devono far ridere e non piangere,
che devono essere presenti e a doppio senso
che le cose belle sono sempre semplici,
e se non lo sono,
lo possono sempre diventare
che le cose difficili nemmeno si dovrebbero iniziare
che le mezze parole nascondono sempre dietro qualcosa
che dietro la poesia non sempre sta dietro la luce
ma spesso ci sta il buio.
Ed io ho capito che il buio non fa per me.
Che a qualcuno magari piacerà,
ma non a me.
Che io sono risate e allegria
e chi riesce a togliermi tutto questo
non è fatto per me.
Che a me piace la luce
e vivere al sole.
Che i nascondigli vanno bene solo per leccarsi le ferite nei primi istanti
ma se si vuol guarire bisogna chiedere aiuto
e imparare a riceverlo.
Ho imparato che la gente, gli amici, le persone tutte
sono universi
e che non si ha mai abbastanza di loro.
E che la verità è sempre la cosa più bella del mondo
anche se sembra un cazzotto proprio là dove fa più male
perchè non lascia spazio nè tempo alle illusioni.
Perchè ti fa sbattere la testa...
...e te la fa rompere, finalmente
e solo così si guarisce davvero.
sabato 6 dicembre 2008
In macchina col lettore mp3 nelle orecchie
vado dai bimbi,
ho caricato su De Gregori,
mi soffermo su una frase...
"Grazie, ho già mangiato ieri,
un sorriso stasera basterà"
Ci penso su per tutto il tragitto...
non è accontentarsi
ma vivere di quello che si ha,
vivere fino in fondo le emozioni che ci attraversano il cuore,
non volere con avidità un'emozione dopo l'altra
nel consumismo dei sentimenti,
ma prendere quanto più possibile da ogni attimo
e ricordarlo a lungo.
O no?
lunedì 1 dicembre 2008
Da capo
Staccare la spina e prendersi del tempo.
E dedicarlo a qualcosa di importante che si rimandava da tempo.
E mettere un punto.
Per ricominciare da capo...
venerdì 28 novembre 2008
Facendo una torta...
La torta soprannominata "orgasmica" dai miei amici, perchè secondo loro mangiarne una fetta è meglio che far sesso... de gustibus, io rimango tradizionalista, la torta ci può stare, magari però dopo, per riprendere un pò le energie ;-P
Cmq, riprendendo le fila del discorso, ho cucinato tutta la sera. Ed io cucinando mi rilasso. E penso.
E' faticoso ma rilassante al tempo stesso. Mescolando il burro con lo zucchero fino a che diventi una crema, unendo un uovo per volta ed un cucchiaio di farina e amalgamando è come se i pensieri fossero tutti dentro l'impasto e poco per volta prendessero consistenza, finchè a forza di mescolare, ecco pronta la massa burrosa e morbida, nera ciccolattosa, perfetta liscia e profumata da mettere nella teglia. Anche i pensieri si sono sistemati insieme agli ingredienti e si sono messi tutti al loro posto e ne hanno formato uno solo unico e grande.
Pensavo cioè al mio ruolo nell'ultimo periodo, l'amica. L'amica dei grandi e dei piccini. Che a volte alza la voce e urla un pò sia con gli uni che con gli altri, ma solo quando non ne può più di sentirsi presa in giro. L'amica che però c'è sempre, che cazzia e rimprovera ma che dopo abbraccia sempre. L'amica che non si stanca mai e coccola sempre tutti. Che bacia i bimbi sulla fronte e li stringe forte forte, che non è mamma e nemmeno lo vuole essere, ora, che già deve crescere lei e non può far crescere qualcun altro. L'amica che i grandi li bacia sulle guance, in continuazione, prendendogli le guance e facendo schioccare baci. L'amica grande e l'amica piccola. Che dispensa pensieri profondi, ma profondi assai che c'è da perderci dentro per tutta una vita, come ha fatto lei stessa, che dentro ci si è persa davvero per tanti anni, troppi, e che ora sa davvero che cosa vuol dire sbagliare.
Pensavo e ripensavo all'amicizia quindi. E mi sono sentita amata. E già, strano sentirsi amati così, che forse è il modo più bello e semplice del mondo, senza chiedere niente.
E mi ritrovo amici che mi chiamano alle due del mattino pensando che forse non riuscivo a dormire perchè dopo cena ero un pò triste, che si chiamano tra loro e si passano notizie sui miei stati d'animo, che mi chiamano usciti da lavoro, nel tragitto fino a casa, così, per chiacchierare un pò e raccontarmi dei clienti e sapere dei bambini. Amici che anche se hanno da lavorare extra fino a sera tardi o sono stanchi dopo una giornata dura, che stasera non si esce e si va a nanna, rimangono ore ed ore al telefono che capiscono che c'è qualcosa che non va ma non vogliono chiedere nulla ed aspettano. Amici che stanno attenti ai miei silenzi, ed anche se non parliamo tanto, si accorgono se c'è qualcosa che non va e mi coccolano e mi accarezzano chiamandomi piccola (che poi piccola a volte mi ci sento davvero, e mi servono assai quelle coccole). Amiche che si arrabbiano se non le chiamo, che sono gelose, che sono protettive e fanno i cani da guardia che mostrano i denti. Amiche che credono ancora che i principi ed i cavalieri esistano e si sgolano per farmelo credere davvero. Amiche con cui si riesce a parlare per ore al telefono anche rimanendo zitte, ma che alla fine della chiamata non ci si rende conto più che ore sono, ma solo che ci si è fatto bene l'un l'altra. Amiche che anche se non ci si sente spesso, poi quando ci si vede è come se non fosse passato nemmeno un giorno. Amiche che mi cercano e a cui a volte non rispondo, amiche che silenziose o incasinate ci sono sempre, anche senza esserci, che a volte la presenza non serve. Amiche che perdonano e amiche che cazziano, amiche che sanno quando rimanere in silenzio e quando parlare. E tutti gli altri amici/che in bilico che non si sbilanciano ancora, che ognuno c'ha i suoi tempi ed è giusto così.
Pensavo e ripensavo all'amicizia dunque, e a quanto mi veniva bene il dolce, e che in fondo sono felice anche se mi lamento e mi manca qualcosa.
Sono felice perchè anche se sono sola non sono sola. Ho sempre almeno una porta a cui bussare, anche nel cuore della notte, sempre un telefono al cui squillo seguirà un pronto, e sempre una mano che mi prenderà al volo, proprio quando serve, senza che io abbia ancora urlato.
E pensavo a quanto ero scema e stupida un anno fa, e due anni fa, e tre anni fa, ecc ecc.
Che avevo messo l'amore davanti all'amicizia, ed avevo perso tutto, perchè avevo perso me stessa. Che io non sono una persona sola, che non lo so nemmeno io quante Sabrine ho dentro, ma so che sono una diversa con ognuno di voi, diversa ma sempre la stessa. Che con ognuno sono sempre me ma con sfaccettature diverse, che ognuno di voi fa uscire e crescere una parte di me, e mi spinge ad essere sempre di più.
E pensavo a quando non parlavo con nessuno (ci credereste mai???), che mi dava fastidio anche se mi chiedevano qualcosa, che tenevo tutto dentro, che avevo paura anche di quelli che consideravo amici. Credevo che le cose mie fossero solo mie e basta, che se le ingoiavo e mandavo giù, con il naso chiuso, come medicine cattive, poi sarei guarita, e tutto sarebbe passato da se, bastava solo che il tempo passasse e mitigasse tutto. E pensavo che certe cose le potevo capire solo io, nessuno ci poteva riuscire, e poi erano cose mie e basta, e le tenevo così, chiuse col catenaccio a doppia mandata, per non espormi, per non abbassare la muraglia costruita intorno. E parlavo solo con una persona, la più sbagliata che c'era, perchè era l'unica.
Che idiota che ero, che stupida arrogante, il centro del mondo, del mio mondo. Rifiutavo il dialogo, il confronto, la crescita che viene dal sentire opinioni simili o diverse, ma mai uguali alle nostre. Non volevo crescere, cioè, avevo paura a guardarmi davvero dentro, chissà cosa ci avrei trovato in fondo, che forse alla fine non mi sarei piaciuta, che forse non ero poi così intelligente, ma un pò stupida anche io e non volevo scoprirlo, non mi volevo mettere in gioco, credevo di sapere già tutto, mentre invece non sapevo nulla. Cheppoi si capisce chi siamo anche dalle parole degli altri, che questi, se non ci parli, come fanno poi ad amarti e a dirti chi sei? Io per esempio ho scoperto di essere forte (che poi è mica vero...), cocciuta, sensibile, dolce, femmina, spericolata, aggressiva, piena di energie, e forse a volte anche cattiva. Ho scoperto che la vita ci fa essere sempre diversi a seconda delle occasioni e di chi abbiamo davanti. Ho scoperto in cosa sbaglio e cosa dovrei correggere. Cosa sono troppo e cosa troppo poco. Ho scoperto di essere me solo vivendo con gli altri e degli altri.
E parlando.
Che la comunicazione è tutto nella vita, è la sopravvivenza stessa, che altrimenti si impazzirebbe a parlare solo con se stessi o con un muro di gomma, come può essere a volte un blog.
Io ho scoperto di amare la gente, amici e non, e con straordinaria sorpresa ho visto che anche loro mi amano, amici e non. Ed ora, in questo post, parlo con chi si riconosce dentro alle mie parole, e soprattutto a chi conosce il mio viso perchè lo ha accarezzato o baciato, con chi conosce il mio odore, il profumo delle mie torte ed il sapore delle mie lasagne, a chi mi ha visto struccata al mare o tutta in tiro la sera, a chi sa che sapore hanno le mie lacrime e che rumore fa la mia risata, e a chi sa che riesco a fare insieme e bene entrambe le cose. Con chi ha voglia di vedermi e passa a trovarmi o mi chiede: che facciamo stasera?
A tutti questi io mando un bacio, e ora vado a letto, tanto ci si rivede tutti in questi giorni, no? Che c'è da viverci tanto...
Vi voglio bene
giovedì 27 novembre 2008
Musica!
Amici e musica dal vivo.
Tutte belle canzoni,
io ed il gruppo probabilmente abbiamo gli stessi gusti.
Mi sono messa a cantare
e mi sono accorta forse per la prima volta delle parole di una canzone sentita a palla
chissà quante volte...
un motivo per stare qui
ti giuro sai
sarei rimasto sì
son convinto che se
fosse stato per me
adesso forse sarei laureato
e magari se "lei"...
fosse stata con me
adesso....
...sarei sposato!
Se fossi stato,
ma non sono mai stato così;
insomma dai
adesso sono qui!
vuoi che dica anche se
soddisfatto di me
in fondo in fondo non sono mai stato
"soddisfatto" di che
ma va bene anche se
qualche volta mi sono sbagliato
Liberi liberi siamo noi
però liberi da che cosa
chissà cos'è?.......chissà cos'è!
Finché eravamo giovani
era tutta un'altra cosa
chissà perché?.......chissà perché!
Forse eravamo "stupidi"
però adesso siamo "cosa"...
che cosa....che?.....che cosa...se!..?...
"quella voglia", la voglia di vivere
quella voglia che c'era allora...
chissà dov'è! ........chissà dov'è!?
Che cos'è stato
cos'è stato a cambiare così?
...ti giuro che, sarei rimasto qui....
vuoi che dica anche se
soddisfatto di me
in fondo in fondo lo sono mai stato
"soddisfatto" di che
ma va bene anche se....
se alla fine il passato è passato!
Liberi Liberi siamo noi
però liberi da che cosa
chissà cos'è,....chissà cos'è!
...e la voglia, la voglia di ridere
quella voglia che c'era allora
chissà dov'è?!....chissà dov'è!
cosa diventò, cosa diventò
quella "voglia" che non c'è più
cosa diventò, cosa diventò
che cos'è che ora non c'è più
cosa diventò, cosa diventò
quella "voglia" che avevi in più
cosa diventò, cosa diventò
e come mai non ricordi più....
sabato 22 novembre 2008
Stasera non esco
Ma non mi dispiace.
Non mi dispiace starmene un pò a casa a ricaricare le pile.
Ogni tanto serve.
Ed oggi mi serve prendere un pò di tempo per me.
E lo farò sempre più spesso d'ora in poi.
Mi ritaglierò degli spazi che ho un pò perso di vista
ultimamente
travolta dalla presenza di tante persone
dalla voglia di fare casino fino a tardi
dal volere recuperare uno spirito e forse anche un'età perduta.
Ora mi trovo un pò scarica
l'entusiasmo c'è sempre
ma c'è anche la consapevolezza di ciò che sono,
un donna ragazzina.
Con la voglia di fare casino fino a tardi
sommersa da amici.
Con la magia fatta da una tazza in mano
un viso amico di donna
l'intimità di un'atmosfera
intrisa di speranze, sogni e confidenze
e la sensazione di non voler essere in nessun altro posto del mondo.
Con la necessità di prendere un libro,
nascosta dentro al letto per una giornata intera,
e pagina dopo pagina scoprire nuovi pensieri e nuove storie.
Con il desiderio di prendere la macchina ed arrivare al mare
stendermi lì in mezzo al vento e,
insieme al rumore delle onde
sentirmi tutt'uno con la spiaggia
e le nuvole
e la pioggia,
che a volte non c'è nulla meglio che sentirsi infinitamente piccoli e impotenti
di fronte a qualcosa di meraviglioso e vivo
e catturare con il respiro e con la pelle
la forza di tutto quello che continua
immutabile
ad esserci
ogni giorno.
Ho bisogno di questo
e di molto ancora.
Ho bisogno di forza.
E stavolta so come funziona
so dove cercare,
ho un tesoro immenso accanto a me,
tutti gli amici trovati
tutti i posti magici scoperti
tutti i piccoli piaceri che scaldano un pò,
e tutto l'amore che ho dentro.
Quindi anche se sono in pausa
anche se sono stanca
un sorriso al mondo non ho intenzione di negarlo mai,
e nemmeno un giorno non vissuto.
Non voglio di più,
vorrei solo riuscire a vivere davvero tutto quello che ho già.
Che è davvero tanto.
Sono fortunata, io.
venerdì 24 ottobre 2008
Senza parole...
Novembre
Ho difeso le mie scelte io ho
creduto nelle attese io ho
saputo dire spesso di no
con te non ci riuscivo.
Ho indossato le catene io ho
i segni delle pene lo so
che non volendo ricorderò
quel pugno nello stomaco.
A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io rimanevo inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.
A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa
novembre.
Ho dato fiducia al buio ma ora sto
in piena luce e in bilico tra estranei
che mi contendono la voglia di rinascere
A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io rimasi inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.
A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa
novembre.
E tu parlavi senza dire niente
cercavo invano di addolcire quel retrogusto amaro
di una preannunciata fine.
E' la canzone nuova della Ferreri... non l'avevo ancora ascoltata...
martedì 21 ottobre 2008
Notte insonne
Sono la conferma di tutte le leggi di Murphy messe assieme. In questi ultimi giorni è come se le cose arrivassero una dietro l'altra. E questo non è proprio un bel periodo per me, non sarà agosto ma per me è fine ottobre. Per farla breve stanotte non ho dormito. Prima mi sono appisolata sul divano con la tv accesa. Poi ho deciso che magari era meglio infilarmi a letto e dormire come si deve. Macchè. Il mio cervello è in piena deframmentazione e di andare in stand by non ne vuole sapere.
Ieri ho fatto un tuffo nel passato, anzi due, e non è stato piacevole. Uno, anzi, l'ho fatto apposta, ho detto, a che ci siamo facciamo trenta e due ventotto. E la mia reazione momentanea è stata di stupore e tranquillità insieme. Momentanea perchè questo fatto ha deciso il destino della mia notte e catalizzato su se tutti i mei pensieri. Dovrei pensare ad una persona che ho nel cuore, e invece no, penso e ripenso al trenta e due ventotto, e a me.
Mi sa che mi sono bloccata su qualcosa. Non è possibile che quello che è stato riesca a condizionarmi così. Finora cambiamenti solo in una direzione, ma ora devo rimettere tutto in discussione. Di nuovo e da capo. Ci sono porte della mia vita che non voglio aprire, ma perchè mai? C'è chi è andato avanti con una disinvoltura che ha dell'incredibile. Ed io perchè no?
Mi sa che c'è qualcosa che non va.
Potrei dire che sono stata io quella che ci ha rimesso anche le scarpe ed è normale che per me sia tutto più difficile, ma sarebbe una giustificazione.
Potrei dire che il mondo non è giusto, ma tanto questo lo sappiamo tutti ormai, è assodato.
E intanto la mia testa deframmenta, analizza e sposta tutto da una parte, fa spazio, spazio a decisioni importanti.
Mi sa che stanotte invece di dormire mi sono svegliata...
Spero però di riuscire a rimanere sveglia a lungo.
Ogni tanto perdo di vista l'obiettivo principale. Perdo di vista me. Mi lascio confondere da quello che accade intorno.
Ci sono cose che devo finire. Non perchè in fondo ne abbia davvero voglia, e nemmeno perchè vanno fatte, ma perchè mi bloccano. Fanno vincere qualcuno che non è me. E non ne vedo il motivo. E che cazzo, la fortuna avrà sbagliato indirizzo, si sarà concentrata su chi non la merita affatto, ma io con il mio comportamento non posso certo contribuire, no?
La mia piccola fortuna ce l'ho anch'io, devo far crescere quella. Investire in quello. E scavare per cercare nuovi tesori.
Sarà un periodo difficile, questo fine ottobre, ma in fondo l'ho già passato una volta.
Fra un pò spengo una candelina con tanti nuovi amici e persone che ora sono la mia vita. Esprimerò un desiderio. Il mio "primo" compleanno. Avere un anno non è mica semplice, eh? Quante cose si scoprono, quanto si piange e quanto si ride... ogni cosa è un'avventura...
Credo che dovrò cambiare carta d'indentità e data di nascita...
Ora mi rimetto a letto, va, magari vorrei dormire due orette, che mi sento esausta, ho combattuto con mostri e fantasmi, l'hanno vinta un pò per uno, anche io ho fatto la mia parte. Per ora segno una x.
La prossima però voglio vincerla io. Ricordatevi di segnare sulla schedina Fantasmi Sabrina 2.
Con i mostri invece nessun altro combattimento, ognuno ha i suoi motivi, ed alla fine ognuno combatte le proprie battaglie, non contro l'altro.
Buonanotte
martedì 7 ottobre 2008
Promemoria...

"Riderò di nuovo?" "Certo, quando accadrà qualcosa di veramente buffo." (tratto dal film Sex and the City)
Ho ripensato a questa foto e a questa frase che avevo già associato insieme mesi fa.
Allora mi sembrò una grande scoperta.
Ma ora mi viene di aggiungerci altro, tanto altro.
Sì, si ride di nuovo.
Ma poi si piange di nuovo.
E poi si ride di nuovo ancora.
E così via.
Perché si supera tutto nella vita, e si passa avanti.
Anche i dolori più brutti fanno poi posto alle gioie inattese.
E' un percorso fatto di anelli, una catena, di gioie e dolori.
C'è chi la spezza.
C'è chi si ferma.
Ed invece si dovrebbe allungarla questa catena, farla diventare chilometrica.
Per attorcigliarsela intorno.
E legarsela stretta,
perché è esperienza,
è vita,
la nostra,
l'unica.
P.S. Un bacio alle mie quattro meravigliose amiche, a cui il post è dedicato, che mi sono state accanto, in silenzio o chiacchierando, al cinema in terza fila a guardare questo film, in cui ognuna di noi ha visto un esatto corrispettivo sullo schermo; film che ci ha fatto ridere ma anche piangere, perché le donne sono così, capaci di ridere e piangere anche contemporaneamente a volte. E poi, quattro donne insieme... amiche... tutte diverse... non potete nemmeno immaginare che terremoto! :-P
Vi voglioo
o beneee!!!venerdì 3 ottobre 2008
lunedì 15 settembre 2008
Padri e figli
Poi si cresce, d'improvviso, da un momento all'altro. Io non me lo ricordo quando è stato. Poi niente più ribellioni. Poi affetto, stima, rispetto. Amore. I genitori diventano persone, si liberano dell'etichetta di padroni e diventano guide, insegnanti, complici. Un modo adulto di confrontarsi. Si cresce. E piano piano si inizia a vedere che loro non sono poi così tanto diversi da noi, che anche loro non sono perfetti ma nemmeno imperfetti, e sbagliano. Ma sbagliano in modo diverso, sorprendente, non più da genitori, ma da uomini. Diventano uomini e donne, diventano pari con cui confrontarsi, diventano quello che sono, individui. Io li guardo da fuori, spesso, mi metto in un angolo e osservo. Strano. Li vedo con i loro nomi, con il loro passato alle spalle, con una vita che insegna e che segna. Sento le voci, vedo i pianti, guardo i sorrisi. Sono persone. A volte vorrei spiegargli che non esiste solo il loro punto di vista, vorrei fargli vedere come tutto può essere più chiaro, che non perché sono genitori hanno un sapere diverso. A volte vorrei aiutarli. A volte vorrei amarli per quello che davvero sono. Con i loro limiti e le loro qualità, ricambiare l'immenso amore che hanno e che non sempre guida come dovrebbe. Perchè si sbaglia per il troppo amore, ma questo credo sia normale, ed in ogni rapporto. Come si può quindi impedire loro di sbagliare nel tentativo di difendere la loro stessa vita, la vita creata dal loro stesso sangue, dalla loro carne. Nel mio dialetto c'è un'espressione che si usa per i figli, per gli amori grandi, sagnu mio, sangue mio. Un figlio è il sangue. Sbagliamo noi in nome di un amore e non possono sbagliare loro in nome del proprio sangue?
P.S. Post scritto l'altro ieri e dedicato. Volevo lasciarlo come bozza, come tanti. Oggi ho deciso di pubblicarlo, così...
Un bacio,
Sabrina
lunedì 8 settembre 2008
Itaca
Non avevo niente da perdere, non più.
Nuova destinazione, nuova meta del mio viaggio.
L'ho chiamata Itaca, potevo chiamarla come volevo.
Un due tre, si parte. Pochi bagagli in spalla, solo un jeans una maglietta e stivali, il resto l'ho comprato per strada.
Sono partita col buio. Sembrava notte, ma i giorni si alternavano. Il tempo passava.
Faceva paura, come sarà Itaca? Ma poi, esisterà davvero?
Il tempo passava.
Arrivava l'alba, ma quanto durava? Anche questa sembrava infinita.
A volte tornava il buio, ma era solo qualche nube.
Scattavo foto durante il viaggio, e segnavo qualcosa. Non si sa mai, dovessi scordare.
Che poi non si scorda nulla, rimane tutto lì.
Finché non fa più male, finchè finalmente è stato giorno.
Ho trovato gente, l'ho salutata. Riconoscevo qualcuno, altri no.
E' passato un anno. Di Itaca nemmeno l'ombra.
Mi ricordo però i colori.
I sapori e gli odori. Che sanno di terra, di erba, di sale.
E sanno di sangue. Perchè sono vivi.
Ho scoperto un'isola. Piccola e selvaggia. Ribelle. Nascosta quasi.
Alcuni pazzi dicono di conoscerla, ma nessuno sa davvero cosa ci sia dentro.
Qualcuno prima o poi però lo vorrà vedere davvero e me lo dirà lui, cosa c'è.
Che io l'ho solo scoperta, ma non so altro.
Ci sono cani intorno, pescecani. E mordono. E tanto. Stanno a guardia. Chissà perché poi. Sarà amicizia.
Ora però mi fermerò un pò. Ho deciso.
Mi serve la terraferma. Basta mare, basta nuotare.
Mi serve anche un fabbro. Devo saldarmi addosso le mie scoperte.
Unire i due lembi come una corazza. Non è protezione ma creazione.
Trovata una vita me la saldo addosso.
E sì, quest'anno faccio il saldatore.
Ho fatto il viaggiatore, ma ora mi serve un lavoro.
Comincerò da qui. Sarà un lavoro lento. Accurato. Farà caldo e imprecherò dal sudore.
Appena finito poi si vedrà.
Può darsi che lo faccia da un'altra parte, che diventi errante.
D'altronde Itaca non l'ho trovata.
Per ora mi godo il viaggio.
E riposo. Che dormire fa bene. Ricordo ancora il tempo in cui non c'era più sonno.
E mangio. Che troverò qualcosa che non mi faccia nauseare dopo un pò.
Non è stato male giocare col destino. C'è chi invece del mappamondo prende una pistola e punta il dito anche lì.
O salta giù da un ponte.
Io gioco e viaggio. Che fa meno male.
Anche se è poi tutto da vedere.
Ma voglio vincere. Non mi piace passare la mano. Per questo a poker perdo.
Mi gioco pure questa, però dopo metto l'annuncio:
offresi apprendista fabbro, anche gratis.
Che i soldi sono carta in questo mondo. Ma anche in tutti gli altri.
No? Prova a dargli fuoco e vedi. Io l'ho fatto.
E non solo con quelli. Ho bruciato tutto.
Niente ha valore. Solo le cose povere, semplici.
Scontato vero? E invece no, si paga a caro prezzo.
Pagare e sorridere.
Quanto è vero.
Ora sorrido.
lunedì 1 settembre 2008
Outing
Stavolta però è diverso.
Mi sono stancata di sentirmi dire: e sì, ma tu ci sei riuscita perché sei forte, io non sono come te!
Tutte balle, e pure grosse. Io non ero forte, e sono convinta di non esserlo poi così tanto nemmeno tuttora. Sono un animale, e come tale so sopravvivere. Gli amici mi dicono che anch'io sono, come loro, selvaggia. Ed hanno ragione.
Loro lo intendono nel senso che non vivo per le sovrastrutture, che sono semplice, che mi adatto, che mi arrangio, non sono tutta messa in piega e smalto. Ed è vero. Ma ho anche un istinto forte, animalesco, di sopravvivenza, con una forza che arriva quando serve per tirarmi fuori dalle situazioni peggiori.
Selvaggia quindi. E come un animale mi curo anche le ferite, in disparte per un pò, il tempo di non sanguinare più e poi si ricomincia a stare nel branco, dapprima zoppicando fino a poi correre di nuovo. Grandi insegnanti gli animali. Che muoiono da soli. E sanno vivere anche soli.
Quindi non ditemi che voi non ci siete riusciti e avete rischiato la depressione, o l'avete avuta. Sempre le stesse parole, tutti sempre la stessa cosa, tu sei forte, io no, eh, ma io sono depresso... un disco rotto! Porca miseria, cambiate almeno lato!
La depressione anche io so cosa è. Ci sono passata anche io. Non recentemente, ma tempo fa. Il non voler uscire di casa, il passare le giornate a piangere, avere paura di uscire e di incontrare gente. Ci si costruisce una gabbia intorno fatta di muri e coperte, di affetti noti e si chiede aiuto a loro, quando ci si riesce. O si tiene sapientemente nascosta agli altri. Si fa finta di nulla, si prova a tirare avanti ma ci si chiude sempre più. Si cerca sempre più di non reagire. Ci si immobilizza, non si vuole più vedere cose c'è al di la di noi. E nemmeno noi stessi, se è per questo. Io forse me la sono creata la mia depressione, come scudo, come arma. Però poi ne sono uscita. Fernando un volta mi ha chiesto come ho fatto. Non lo so. Sarà sempre il solito istinto. Non ho fatto nulla. E' successo. Sono stata fortunata, lo so.
Sono fortunata. Anzi, sono FORTUNATA! E che fortuna...
Una bomba che ti fa scoppiare la casa; essere lasciate 10 gg prima del matrimonio; una persona che avevi come mentore che ti fa dubitare del mondo intero, e mette in discussione te stessa e tutto quello in cui credi, che non esistono più i buoni ed i cattivi, che in fondo siamo tutti cattivi...; e tante altre piccole cose...
Che culo! Sono proprio fortunata!!!
E si, lo sono per davvero. Perché tutte queste cose mi sono servite, per questo sono fortunata. Prima mi hanno sì distrutto dalle basi, dalle fondamenta, ma poi mi hanno aiutata a capire tanto e a ricominciare. E non sono disillusa, credevo di esserlo, invece più passa il tempo e più ritorno quella di prima. Quella che ci crede. Anche se con una maggiore coscienza. Ancora non sono bravissima, ci devo sbattere la testa per bene, ma inizio a capire le persone. Dopo un pò so come sono fatte. Certo, saperlo prima aiuterebbe assai, ma non ho la palla di vetro.
Giorni fa ho commentato un post di Digito, lui diceva, tra le altre cose tutte giustissime, che in fondo chi resta nella cacca lo fa perchè ci sta bene. Ed ha ragione assai. Se non sei stupido, e ti dispiace davvero stare male, prima o poi ne esci da solo, aggrappandoti a quello che hai.
E non ditemi nemmeno che siete soli e non avete nessuno... vi pare nessuno voi stessi? E' la miglior compagnia che potete avere, anche se a volte ci si rompe un pò le balle, sempre la stessa faccia, da mattina a sera, sempre gli stessi discorsi...
Ed ecco allora che si inizia ad uscire di casa, si incontra gente, nuovi e vecchi amici. Si ricomincia a vivere e a fidarsi.
Facile? Facile sì, basta volerlo davvero però!
P.S. Questo post nasce da una conversazione, prende spunto da quella, ma parla con un bel pò di gente, gente che a volte mi ha fatto davvero girare le scatole, o altre che non vogliono capire che anche lo stare vicino alle persone non serve a nullaaa se non fanno qualcosa loro per se stesse!!! Che poi la pietà non è affetto vero!
domenica 31 agosto 2008
Nel frattempo... Akkuraaa
Allora, nel frattempo, vi lascio una canzone...
Ieri sono stata ad un concerto, uno dei tanti quest'estate, all'interno di una vecchia tonnara diroccata sul mare (questi posti magici e incantevoli li abbiamo solo noi, vecchi ruderi, in piedi per miracolo, che d'estate cambiano volto e diventano palcoscenici di sogni e musica...), ed ho ascoltato gli Akkura.
Bè, sono rimasta come una bambina davanti la vetrina di un negozio di giocattoli, li guardavo ed ascoltavo e non potevo fare a meno di sorridere. Non potevo ballare perchè reduce da una febbre che mi ha esaurito ogni forza residua dopo l'ultimo viaggio vacanziero di quest'estate bellissima. Però ci sono andata, sono uscita quasi tirata per i capelli, mi son seduta per terra e shhhhh, state ad ascoltare cosa invece voi vi siete persi....
P.S. Dal video non traspare il divertimento che riescono a trasmettere, fanno casino e si divertono come pazzi, sono contagiosi!!! Se potete, la prossima volta non perdeteveli!
mercoledì 27 agosto 2008
Epilogo di un'estate
E sono finite le vacanze. Sono tornata ieri notte. Dall'ultima delle mie partenze estive.
E già, quest'anno le vacanze sono durate parecchio, si può dire mesi. Sono andata in giro per isole e città, con la voglia di scoprire quello che di nuovo possono offrire vecchi posti, posti già visti, sovrapporre ricordi e vita. Posti noti o addirittura soliti che cambiano faccia, diventando scenari inediti di nuove avventure, nuovi scorci e nuove storie da osservare, da vivere.
Un'estate indimenticabile, la mia prima vera estate. Dedicata solo a me e destinata ad esaudire i miei desideri. Ho fatto tutto quello che volevo fare, mi sono coccolata fino in fondo e regalata emozioni, ho colto ogni istante e ho vissuto il presente. Un'estate così non si replica, è unica nella vita di ognuno. Tutti hanno un periodo in cui si sono concentrati solo su se stessi, un periodo di riscatto, in cui si tira un respiro profondo e ci si butta, in cui l'unico pensiero è vivere di emozioni. Niente responsabilità, niente obblighi. Periodi in cui si stacca la spina da tutto e si pensa solo a caricarsi di energie e scaricarsi da tutto quello che si è lasciato alle spalle. Ci voleva, davvero. Sarà stato terapeutico? Chi lo sa. So solo che per la prima volta nella mia vita ho ascoltato i miei bisogni, ed ho fatto di tutto per soddisfarli.
Mi sono resa conto già da un pò che di vita ce n'è una sola e va sfruttata al massimo, che una seconda possibilità non c'è, e all'improvviso, se i sogni ed il futuro crolla, ti rendi conto che non avevi altro, che non hai vissuto il presente perché correvi verso il domani. Questa volta io ho vissuto l'oggi, appieno, e qualsiasi cosa è successa e succederà, il ricordo di tutto questo rimarrà nella mia memoria.
Non potrò certo dimenticare il mare. Mare che torna come filo conduttore e unisce tutto quello che è stato, dovunque sia stato. Il mare di Mondello, tra nuotate e giochi in acqua; il mare di Sferracavallo, che per raggiungerlo ci vogliono almeno 20 min a piedi di sentiero sterrato tra montagna e scogli, con un panorama che mozza il fiato, e pensare si trova a 10 min da casa... ; il mare visto da sotto, un mondo di pesci e anfratti scoperti facendo immersioni; il mare di notte, come cornice ideale alle notti stellate sdraiati a guardare il cielo; il mare dove passeggiare; il mare dove leggere Baricco; il mare che ristora tra una pedalata e l'altra.
E non potrò dimenticare tutte le persone con cui ho condiviso tutto ciò, a partire dalle mie vecchie amiche. Peccato non esserci state tutte e quattro a Favignana. Che senso di libertà e divertimento insieme, in sella alla bici, o in acqua tra le onde, o tutte insieme in un letto. Abbiamo condiviso non solo il sonno, ma anche nuove sensazioni, abbiamo visto i nostri volti illuminarci, ma quante risate. Riscoprire quanto è facile stare bene insieme. E i nuovi amici, conosciuti proprio durante quest'estate, compagni di mangiate, giochi, viaggi e avventure, sempre porti a fare lo zaino e partire, prendere il telo e andare a mare. Che compagnia stravagante e divertente! E i ragazzi del diving che mi hanno iniziato al mondo subacqueo, un desiderio diventato realtà.
E già, alcuni sogni si sono avverati quest'estate, non sogni riciclati, ma sogni desiderati. Si torna a vivere e a sognare, quindi, a ridere e a piangere. Così è la vita...
Si torna a credere anche che qualcosa di speciale possa davvero capitare, se ci si crede, se ci si prova. Io ci ho creduto e mi sono lasciata andare, sono saltata giù. L'atterraggio non è stato dei migliori... ma che importa, mi basta ricordare come è stato bello volare...
Leggendo qua e là...
- "...ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all'estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte nè brucia nel fucoco. (...) in me (...) è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un'altra persona." da Grossman, Che tu sia per me il coltello
- "...gli ho detto, quel che di bello c'è nella vita è sempre un segreto... per me è stato così... le cose che si sanno sono le cose normali, o le cose brutte, ma poi ci sono dei segreti, ed è lì che si va a nascondere la felicità.." da Baricco, Castelli di rabbia
- "Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanere secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro." da Baricco, Oceano Mare





